Un uomo cieco vede la moglie per la prima volta, e dice due parole che lasciano tutti in lacrime

La maggior parte di noi sono abbastanza fortunati da essere in grado di vedere, sentire e parlare. Noi spesso non apprezziamo questa benedizione e diamo per scontato, ma la verità è che ci sono persone che non hanno questo privilegio.

 Possiamo guardare le facce dei nostri cari, la bellezza della natura e le altre meraviglie della vita senza alcun problema. Ma per Gene Purdie, la storia è diversa …

Gene soffre di una condizione chiamata malattia di Stargardt – questa condizione fa sì che l’uomo può solo vedere i contorni delle cose intorno a loro. Non ha mai avuto la possibilità di osservare le piccole cose belle della vita: il bel volto di sua moglie, il nasino perfetto del bambino e il sorriso amorevole dei suoi genitori.

Il giovane uomo ha vissuto nel buio. Ma questa triste realtà stava per cambiare. E ‘stato invitato ad un programma televisivo molto speciale e stava per realizare il suo più grande sogno: vedere perfettamente le persone che ama.

Guarda il momento toccante quando Gene vede la sua famiglia per la prima volta ..

 

Il suo fidanzato è morto appena una settimana fa: Ma quando questo sconosciuto le si avvicina lei rimane in lacrime!

Alcune persone pensano che nulla avviene  per caso, e che il nostro destino è già scritto prima che nascessimo. E ci sono anche persone che credono nella vita dopo la morte. Indipendentemente da queste opinioni, questa storia vi toccherà il cuore.

 

Danny Wakefield è un ragazzo di 30 anni che non crede più alle coincidenze. Non lo fa da quando una domenica mattina è stato testimone e protagonista di un episodio che lo ha “scosso e risvegliato”, cambiando per sempre la sua vita e permettendogli di capire come il più semplice dei gesti possa avere un grande impatto su chi lo riceve.

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Al termine di appuntamento con una ragazza da poco conosciuta, dopo averla salutata, Danny si era fermato da un fioraio e aveva comprato per lei un girasole, con l’intenzione di lasciarlo sul parabrezza della sua auto. Un gesto mosso dall’entusiasmo e dall’eccitazione del momento, ma una volta subentrata un po’ di lucidità il ragazzo abbandonò il progetto: sembrava troppo presto ancora per un gesto così romantico.

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Tenne per sé quel girasole, con l’intenzione, non ben definita, di donarlo a qualcuno di speciale. Così, la mattina seguente, mentre beveva un caffé al bar, notò una donna seduta al tavolo di fronte, che leggeva qualcosa, piangendo silenziosamente e subito capì che il suo fiore era destinato a lei.

 

“Era come se ci fosse un magnete nel girasole che veniva attratto da quella ragazza e ho capito in quel momento che avrei dovuto donarlo a lei”, si legge in un post su Facebook nel quale ha raccontato l’episodio, “Mi sono avvicinato al suo tavolo e ho detto: ‘Mi scusi, dovevo regalare questo girasole a una persona speciale. Sento che lei lo è e voglio che lo tenga”.

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A quel punto, inaspettatamente, la sconosciuta lo ha abbracciato in lacrime e Danny ha sentito in quell’abbraccio un trasporto particolare, come se avesse rivisto in lui qualcuno che una volta amava e aveva perso. Più tardi è stata la stessa ragazza a spiegargli quella reazione.

“Piangeva perché il suo fidanzato, con il quale avrebbe dovuto sposarsi tra qualche mese, era morto la settimana prima”, scrive Danny, “Al loro primo appuntamento lui le aveva portato un girasole e da quel momento in poi scelse sempre quel fiore per lei, perché era la luce della sua vita. Attraverso me le ha dimostrato che sarà sempre la luce della sua vita e che gli esseri umani possono essere portatori di messaggi che vanno oltre le parole”.

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Una storia che ha dato i brividi a Danny e che ha deciso di condividere su Facebook, per spronare le persone a fare quel piccolo passo in più: “Non sai mai come un semplice gesto possa cambiare la vita degli altri e la tua. Vi sfido tutti a trovare il modo per rendere la giornata di qualcun altro un po’ più luminosa. Non sappiamo mai che impatto potremmo avere”.

Fonte

Il marito è morto di cancro otto mesi fa. Ma quando va ad aprire alla porta, la donna rimane scioccata!

Quando la donna, 52, ricevette un mazzo di fiori per San Valentino, ne rimase scioccata. Il mittente era proprio il marito, deceduto otto mesi prima. Jim morì a 53 anni a causa di un tumore al cervello. Per ricordare alla moglie Shelly quanto l’avesse amata, prima di morire, l’uomo pianificò tutto.

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Fece in modo che Shelly potesse ricevere un mazzo di fiori a ogni San Valentino. Il primo le fu recapitato a due giorni dalla festa degli innamorati insieme ad un biglietto: “Buon San Valentino, tesoro. Sii forte! Tuo per sempre, Jim.”

Nonostante il biglietto, all’inizio Shelly pensò che fossero stati i loro figli a regalarle i fiori. Quindi telefonò al fioraio. Questi le confermò che il bouquet proveniva proprio dal marito deceduto e che era solo il primo di molti altri.

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Il fioraio le disse che pensava fosse qualcosa che succedeva solo nei film.

“È un uomo incredibile, mi ha amata infinitamente. Anche dopo la morte, continua ad essere straordinario” ha dichiarato Shelly alla TV locale .

Noi non possiamo che essere d’accordo con Shelly!

Questo video fa veramente piangere… e fa riflettere tantissimo!! Fatelo vedere a tutti!

Questo video è veramente emozionante, bisognerebbe fare tesoro di tutto ciò. Facciamolo girare sopratutto tra i giovani, così magari qualcuno capirà la gravità di gesti fatti senza pensare.

Gli effetti negativi dell’alcol sulla guida sono ben noti. Esso agisce su diverse funzioni cerebrali con effetti diversi e strettamente correlati alla quantità di alcol presente nel sangue, e alla persona che l’ha bevuto.

Oltre ai valori dell’alcolemia massima, entra in gioco la diversa sensibilità delle persone a quei valori, e soprattutto alla velocità con la quale essi aumentano. Le alterazioni nelle funzioni psichiche e sensoriali, rilevanti per la guida, possono infatti innescarsi a valori diversi da quelli standard: ci sono persone che si ubriacano più facilmente di altre, e non sempre questa variabilità di reazioni dipende dall’abitudine o dall’assuefazione all’uso di alcolici; anzi spesso sono soggetti che abusano di alcol quelli che per primi e più intensamente ne subiscono gli effetti negativi.

Condividi questo video con tutti i tuoi contatti, fai riflettere tutti!

 

In silenzio i dottori gli consegnano tra le braccia il suo bimbo morto e portano fuori dalla stanza il corpo senza vita della moglie. Poi accadono 2 miracoli!

È la vigilia e la famiglia Hermenstrofer sta aspettando trepidante il Natale. Quest’anno, oltre ai classici regali, Austin e Kanyen aspettano con ansia un dono molto speciale e prezioso: il 24 dicembre, infatti, nascerà il loro fratellino.

Mike e Tracy si sono innamorati fin dal primo giorno in cui si sono incontrati e sono molto emozionati al pensiero dell’arrivo di un altro bambino. Tuttavia, i due non potevano lontanamente immaginare ciò che li attendeva nelle ore successive.

Al principio, tutto sembra procedere normalmente. Le contrazioni sono regolari e Tracy, ormai, conosce bene le fasi del parto. Poi, improvvisamente, tutto cambia in maniera drastica e violenta: sopraggiungono delle complicazioni e i dottori cominciano a preoccuparsi. Mike non riesce a capire cosa sia successo, ma l’istinto gli dice che qualcosa non va. D’ improvviso sente un prolungato e penetrante bip: il cuore di Tracy ha smesso di battere.

 

In un attimo anche i dottori sono nel panico. Cercano, freneticamente, di fare qualcosa per riportare Tracy in vita, ma tutti i loro sforzi si rivelano vani. I secondi diventano minuti e ognuno di questi è una tortura per Mike, che si sente impotente; può solo starsene lì a guardare sua moglie che, in un attimo, impallidisce e poi assume il colore della cera. Dopo 4 snervanti minuti i dottori dichiarano Tracy morta. Adesso, però, ogni secondo è ancora prezioso per salvare la vita del piccolo! Se c’è ancora qualche speranza per il bambino, i medici sanno che devono indurre subito il parto. É questione di vita o di morte, spiegano a Mike, ancora scioccato dalla morte della moglie. I dottori devono subito iniziare il cesareo.

 

Nella stanza risuonano i bip dei macchinari, della pompa di ossigeno e le voci frenetiche, ma Mike è ancora sotto shock e riesce a malapena a percepire ciò che lo circonda; annuisce soltanto, con sguardo assente. Osserva il corpo senza vita della sua amata Tracy e i dottori che le stanno aprendo il ventre per poter salvare il bambino. I medici tirano fuori il neonato, passano pochi secondi, carichi di tensione; tutti aspettano di gioire per il pianto del bambino, tutti aspettano il segnale che i suoi polmoni si sono riempiti di aria. Ma i dottori sono in ritardo, il bambino è nato morto. Mike è diventato insensibile al mondo esterno, è ancora frastornato quando gli mettono suo figlio senza vita tra le braccia. Poi, succede l’inimmaginabile: molto lentamente, il petto del bimbo inizia ad alzarsi ed abbassarsi. I polmoni del piccolo si riempiono d’aria e lui comincia a piangere. Così forte, che tutti hanno la certezza che è vivo!

A quel punto, accade un vero e proprio miracolo: prima che i dottori trovino il tempo di coprire il corpo di Tracy e di portarlo fuori dalla stanza… il suo cuore ricomincia a battere! Battiti deboli e irregolari, ma, lentamente, e sempre più chiaramente, i battiti si fanno più forti. Tracy apre gli occhi e vede intorno a sé visi sbigottiti. Nessuno sa spiegare cosa sia successo a Tracy e nemmeno come sia riuscita a tornare in vita, ma Mike è pazzo dalla gioia e, insieme a sua moglie, osserva incantato il loro bambino che, forte e ignaro di tutto, ora dorme placidamente lì accanto.

Oggi è un vivace bambino di 3 anni, amato dai suoi fratelli e dai suoi genitori. Nessuno sa ancora spiegarsi cosa sia successo a Tracy e non si trova nemmeno una spiegazione scientifica del come il piccolo abbia preso coscienza. Mike e Tracy sono molto grati del fatto che l’intera famiglia sia ancora insieme e possa festeggiare ogni anno il suo miracolo di Natale.

FONTE

Salva un neonato abbandonato in una cabina telefonica. 22 anni dopo fa una scoperta clamorosa!

Il 30 aprile del 1994, una mamma decise di abbandonare la sua bambina appena nata in una cabina telefonica di Londra. Una scelta molto difficile la sua…
Poco dopo, la donna, spaventata, chiamò la polizia per pregarli di andare a prendere la piccola Kiran Sheikh. Poi se ne va.
Ma nessuno si presentò…
Tuttavia, un uomo di nome Joe Campbell, che passava di lì, si accorse subito della presenza della piccola Kiran. Inspiegabilmente avvertì un legame molto speciale con la bambina.
Portò la piccola in ospedale e chiese di poterla adottare…

 

Purtroppo la riposta fu negativa perchè all’epoca aveva solo 30 anni e non era sposato.

 

Per alcuni anni Joe inviò regali e biglietti alla bambina, fino a quando i servizi sociali non gli negarono qualunque contatto con la piccola. Gli si spezzò il cuore.

 

22 anni dopo, Sheikh , oramai adulta, lesse attentamente i documenti dell’adozione. Scoprì di essere stata salvata da un uomo di nome Joe Campbell. Doveva assolutamente incontrarlo.

 

Il loro incontro è stato meraviglioso! Joe non si sarebbe mai aspettato di rivedere Sheikh. Quando ha ricevuto la sua chiamata, era davvero incredulo. E’ stato il giorno più bello della sua vita.

 

Certi legami non si possono spiegare, esistono e basta. Sheikh sarà eternamente grata a Joe, e Joe la vedrà sempre come la figlia che non ha mai avuto.
Il loro incontro è stato molto emozionante, se anche voi siete d’accordo, condividete la storia di Joe e Sheikh con i vostri cari! 

 

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Se siete nati tra il 1950 e il 1980 dovete leggerla! Fantastica!!

1 – Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
2 – Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo…

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3 – Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4 – Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.

5 – Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6 – Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…
7 – Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Sì, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!

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8 – Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile….
9 – La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà).

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10 – Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11 – Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…
12 – Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13 – Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet … Avevamo invece tanti AMICI.

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14 – Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15 – Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.

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16 – Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17 – Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a gestirli.

La grande domanda allora è questa: Come abbiamo fatto a sopravvivere?

I nonni non muoiono mai: diventano invisibili… (bellissima, da leggere)

I nonni non muoiono mai: diventano invisibili e dormono per sempre nella parte più profonda del nostro cuore. Ci mancano ancora oggi e daremmo qualsiasi cosa per ascoltare di nuovo le loro storie, per ricevere le loro carezze, per vedere quegli sguardi pieni di infinita tenerezza.

Sappiamo che la vita funziona così: mentre i nonni hanno il privilegio di vederci nascere e crescere, noi dobbiamo essere testimoni del loro invecchiamento e del loro addio al mondo. La loro perdita è quasi sempre il primo addio che abbiamo dovuto affrontare durante l’infanzia.

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I nonni non scompaiono mai da questo mondo, essi diventano invisibili, dormono per sempre su quella che è la parte più profonda che appartiene al nostro cuore. Ancora oggi ci mancano, noi daremmo qualunque cosa per riaverli nuovamente vicino a noi, per ascoltare le loro storie, per ricevere carezze da parte loro, per vedere il loro sguardi che tanto ci mancano.

Mente i nonni ci vedono nascere e crescere, noi diventiamo i testimoni del loro invecchiamento e del loro salutare questo mondo. La loro perdita rappresenta un qualcosa che molti hanno dovuto affrontare sin dalla prima infanzia. I nonni partecipi dell’educazione dei loro nipoti, su di loro lasciano una eredità che li accompagnerà per sempre, per il resto dei loro giorni, esattamente come i semi di un amore che si vedrà ancora di più quando i nonni risulteranno invisibili.

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Al giorno d’oggi risulta comune osservare i nonno crescere i loro nipoti, rappresentano un punto di sostegno prezioso, e tra nonni e nipoti viene a formarsi un legame segnato dalla complicità profonda. La loro scomparsa può significare tantissimo, sia nei bambini che negli adolescenti.

Gli esperti sottolineano che quando il nonno non c’è più, è sbagliato dire ai bambini cose metaforiche come “il nonno è volato su una stella” oppure “il nonno adesso dorme in cielo”, in quanto ai piccoli va concesso l’ultimo saluto in ospedale e inoltre va spiegato loro proprio il concetto del trapasso, del fatto che su questo mondo si cessa di esistere, così da evitare che i bambini possano farsi idee sbagliate. Se spieghiamo ai piccoli il tutto mediante una visione religiosa, è inoltre importanter spiegare loro anche -in maniera chiara- che il nonno non tornerà mai più. L’informazione dovrà essere breve e semplice.

Non è inoltre necessario nascondere ai piccoli le lacrime di un adulto nel caso di un decesso.

Anche quando non sono più tra noi in modo fisico, i nonni ci sono ancora, la loro presenza è ancora viva, nei nostri ricordi, ogni volta che lo ricordiamo, e nei nostri cuori.

Il bambino vede qualcosa muoversi dietro l’albero. Ciò che si nasconde vi farà emozionare!

I grandi magazzini inglesi John Lewis hanno deciso di incentrare la loro campagna natalizia sul messaggio ”regala a qualcuno il Natale che ha sempre sognato”, raccontando la storia di un bambino e un pinguino praticamente inseparabili con un finale a sorpresa. Guarda il video:

 

Riceve Il suo regalo di natale ma non sa che sta per vivere uno dei momenti più felici della sua vita

Spesso l’allegria del Natale viene soffocata dall’ansia e dalla frenesia di fare i regali giusti, dimenticando che a volte sono quelli più semplici ad emozionare.   Questa anziana signora sta per ricevere una sorpresa stupenda che la accompagnerà per i prossimi anni. Se i suoi parenti potevano avere un qualche dubbio sul suo apprezzamento, la sua reazione non lascia davvero dubbi. Regalo azzeccato!

 

 

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